Cosa svelano i trulli di Alberobello patrimonio UNESCO
Nella definizione di Bernard Rudofsky è architettura spontanea tutto quel che l’uomo sia riuscito a produrre, soprattutto in tempi molto lontani dai nostri, per darsi un riparo o per mettere in custodia qualcosa: capanne, tende, palafitte, qualsiasi genere di costruzione che avesse una ‘fisionomia’ peculiare, cioè ben riconoscibile.
È quindi architettura spontanea anche quella dei famosi trulli di Alberobello. Nel 1996 sono stati dichiarati Patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO. I coni bianchi che, con gli ulivi, punteggiano la Valle d’Itria sono una delle principali attrazioni della Puglia.
Rosy Smart City Tours ha inserito Alberobello in uno speciale Day Trip, con Monopoli e Polignano a Mare. Un’esperienza immersiva, assolutamente da non perdere. I trulli sono costruiti in pietra a secco, i primi risalgono al XIV secolo. Le popolazioni contadine avevano trovato un sistema per realizzare abitazioni, chiese e costruzioni destinate ad altri usi senza impiegare materiali costosi e garantendosi ambienti freschi durante l’estate e caldi in inverno.
Oggi il panorama dei trulli visto dall’alto indirizza l’immaginazione verso un mondo fatto di magia e misteri. In effetti i trulli non sono semplicemente abitazioni contadine dalla forma bizzarra; sono in qualche modo legati all’esoterismo o a un altro genere di dimensione che le tour leader di Rosy Smart City Tours sapranno avvicinare alla realtà attuale.
I trulli sembrano tutti uguali, ma è solo apparenza. Si differenziano non soltanto per le dimensioni che variano a seconda della destinazione d’uso per cui sono stati pensati, ma soprattutto per i simboli che compaiono sulla superficie esterna dei coni e sulla sommità degli stessi, nella forma del pinnacolo.
Quest’ultimo è una sorta di pietra decorativa formata dalla sovrapposizione di tre sassi; si trova sulla parte più alta del cono. In cima a questa piccola torre di elementi petrosi c’è una forma sferica o geometrica del cui significato ancora oggi non si è certi.
Il pinnacolo era stato immaginato come una semplice decorazione? Era il marchio di fabbrica di chi costruiva il trullo (veri e propri esperti in ingegneria edile) oppure si trattava di un segno distintivo della famiglia che lo occupava? Diverse figure apprezzabili sui trulli rimandano al culto del sole (praticato ancora nel I secolo a.C.), poiché si tratta di dischi, coni, sfere e altri simboli legati alla stella madre del sistema solare.
Bisogna comunque considerare che, anticamente, chi risiedeva in questa area, chi viveva nei trulli esprimeva una cultura legata al mondo contadino, intrisa degli antichi culti pagani e di forme religiose arcaiche.
I simboli che compaiono sulla superficie esterna dei trulli (tracciati a mano con la calce) dovevano probabilmente servire a tenere lontani gli spiriti maligni. Tra gli altri vi si riconoscono anche figure legate all’antica Roma e all’importanza attribuita agli animali (per esempio il cane, il gallo, il serpente e l’aquila, ciascuno con un significato preciso).
La popolazione di simboli che è facile ammirare sui coni rende Alberobello un luogo ancora più suggestivo. Tuttavia, più che di esoterismo, cioè di verità accessibili a pochi adepti, sarebbe meglio parlare di tradizioni tramandate oralmente. È per questa ragione, per la loro origine che si perde nei secoli che non è semplice dare un significato certo alla simbologia dei trulli.
La ‘magia’ è sicuramente una presenza forte in questa cittadina unica, nella sua bellezza e nei suoi ‘segreti’; la storia è nelle pietre arrivate intatte fino a noi, nel candore delle vie, nelle tradizioni culinarie. Con Rosy Smart City Tours sarà affascinante immergersi in un panorama unico, tra simboli magici, cristiani, pagani, grotteschi e anche tanta modernità. Sarà un’esperienza multidimensionale.