Tra le antiche botteghe dei cartapestai nella Lecce insolita
A Lecce può capitare di vivere esperienze straordinarie. Può capitare di percorrere, oltre ai vicoli sui quali si affacciano i palazzi in pietra leccese, con le loro decorazioni barocche, una strada intitolata all’Arte della cartapesta.
ùUn altro modo di entrare in contatto con il patrimonio culturale e artistico della capitale del Salento è infatti rappresentato dalle realizzazioni ottenute con fogli di carta sovrapposta e colla.
Non è affatto un gioco, le opere non somigliano, o per lo meno non sono tutte assimilabili a quelle che siamo abituati a conoscere. Non si tratta delle figure che sfilano a Viareggio o a Putignano, nel periodo del Carnevale, non si tratta solo di forme caricaturali, seppure nulla sia da togliere a quella espressione della creatività umana.
Coloro che lavorano e producono vere opere d’arte non sono improvvisatori, semplici amateur della colla e della carta. Nelle botteghe di Lecce non è difficile imbattersi in persone che hanno avuto in eredità dal padre, dal nonno, dal bisnonno la dote di saper creare dal nulla oggetti di una bellezza un po’ retrò (alla quale tanto contribuisce l’influsso del Barocco e del Rococò napoletano), eppure capaci di comunicare alle generazioni nate nell’era della tecnologia e dei social media.
Le prime statue leccesi in cartapesta risalgono forse al XVII secolo, figure della tradizione cristiana che dovevano sfilare durante le processioni, nelle località intorno a Lecce, oltre che nel capoluogo. Statue molto leggere, quindi facili da tenere in spalla per tutta la durata dell’evento popolare.
Oggi si ricorre ad altre tecniche per realizzare quei manufatti, ma i maestri cartapestai resistono; può essere molto stimolante, durante un soggiorno a Lecce, andare alla ricerca di qualche antica bottega. Laboratori che si affacciano sulla strada e le cui opere vengono in parte posizionate sul selciato, per fare bella mostra di sé.
Non soltanto figure che appartengono al sacro, ma anche personaggi della vita di tutti i giorni. Mestieri e professioni, invenzioni in cartapesta che arrivano da secoli lontani, arricchiti di presente. Qualcuno di questi oggetti sembra possedere un’anima in legno o addirittura in bronzo. Ma è solo un’illusione: al massimo, sotto la cartapesta c’è del fil di ferro o della paglia.
I leccesi hanno dedicato a quest’arte non solo una via, ma anche un museo. Artigianato raffinato e di bellissima fattura. Il Museo della Cartapesta si trova nel cuore della città, nel Castello Carlo V. Un’arte povera che presenta una ricchezza di forme e una luce tale da indurre a scambiare la cartapesta per ceramica. La tradizione salentina si incontra nelle sale del Castello, tra una figura e l’altra modellate magnificamente per dare gioia a chi le guarda, per tramandare un sapere antichissimo. Lo sguardo di ogni turista, di ogni viaggiatore che passi per Lecce contribuisce a tenere in vita quelle figure, incorruttibili in effetti nell’armonia che emanano. Nel Museo si può persino assistere alla nascita di un capolavoro in cartapesta, attraverso la partecipazione a speciali laboratori.
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